La nostra presenza in Egitto 1. Il nostro lavoro in Egitto 2. Breve profile della nostra storia in Egitto Lavoro In Egitto lavorano circa 20 membri dell'Istituto Comboniano. Serviamo i rifugiati, particolarmente quelli oriundi dal Sudan e dal Corno d'Africa. Guidiamo quattro parrocchie e ci sforziamo di promuovere una coscienza missionaria nella chiesa locale. Costruiamo "ponti" con la società mussulmana attraverso scuole, dove studenti Cristiani e Mussulmani apprendono insieme, ed attraverso l'istituto "Dar Comboni" (Istituto di Studi Arabi ed Islamici), il cui intento è favorire dialogo con il mondo islamico locale ed offrire a personale laico e religioso le basi necessarie per vivere ed operare in comunità cristiane inserite nel mondo islamico. La storia dei Missionari Comboniani in Egitto risale nella storia. La parte seguente offre alcuni spunti essenziali. Profilo storico 1. La successione a San Daniele Comboni Daniele Comboni è morto a Khartoum il 10/10/1881. Aveva solo 50 anni ma ne aveva spenti 24 in un durissimo lavoro nell'Africa Centrale. Alla sua morte, non esisteva una struttura organizzata per proseguirne il lavoro in maniera ordinata. I suoi compagni erano comunque determinanti a proseguire la visione di Comboni: "Tutti noi in Khartoum ed El-Obeid e tra i Nuba, nonostante abbiamo ricevuto un duro colpo, siamo del tutto risoluti a continuare questa impresa santa con tutta la forza che Dio ci darà e con il sostegno della sua Grazia" (Bonomi: cf. A. Gilli, p. 9). Il Card. Canossa, il vescovo che autorizzò l'apertura dell'Istituto Comboniano, domandò ai Salesiani di assumerne la guida. Allo stesso tempo, Card. Simeoni, Prefetto di Propaganda Fide in Vaticano, fece la stessa proposta ai Gesuiti. Entrambi rifiutarono. Era pure necessario trovare un successore a Daniele Comboni. Dopo alcuni sondaggi la scelta cadde su Mons. Sogaro, che conobbe Mons. Comboni personalmente e ne aveva apprezzato il lavoro. Era il parroco di San Giorgio, una parrocchia nella diocesi di Verona. A lui venne assegnato il compito di Pro-Vicario nel 21/9/1882 e consacrato Vescovo il 2/8/1885. Mons. Sogaro raggiunse il Cairo in data 18 Gennaio 1883 per poi giungere a Khartoum il seguente 6 di Marzo. Lì ebbe l'idea di trasformare l'Istituto in una congregazione religiosa: "La sua fù l'intuizione che un'accurata formazione religiosa avrebbe offerto un servizio migliore alla missione." (cf. Agostoni pp. 121-122). La trasformazione da Istituto a Congregazione religiosa avvenne negli anni seguenti. Il primo gruppo inizio il Noviziato nel 1885 e celebrò la prima professione religiosa il 28/10/1887, sotto la guida formativa dei padri Gesuiti Frigerio ed Asperti. 2. La Mahdia ed il Ritiro dal Sudan Il Mahdi era un leader mussulmano in Sudan. Sotto la sua autorità religiosa la divisione tra le tribù Baggara e Fur fu superata dando vita ad un'alleanza aggressivamente dedicata alla formazione di una Repubblica Islamica, primo passo nella proiezione di una dominazione mondiale Islamica. Confidando di essere lui il Mahdi, la figura religiosa islamica attesa alla fine dei tempi, Muhammad Ahmed Al Mahdi dichiarò una jihad, creò un esercito e divenne guida di una guerra religiosa di successo contro le truppe Ottomane-Egiziane-Inglesi che occupavano il territorio. A seguito di vittoriosi scontri militari il Mahdi si appropriò del territorio e rese prigionieri i missionari di Delen ed El-Obeid. All'inizio del dicembre del 1883, mons. Sogaro ordinò l'evacuazione di Khartoum ed il ritiro dei missionari in Egitto insieme ad un piccolo gruppo delle nascenti comunità cristiane. Arrivarono in Shellal il 22/1/1884 e fù lo stesso Mons. Sogaro a riceverli. Presto neppure Shellal venne considerato un posto sicuro dopo la caduta di Berber. Mons. Sogaro trasferì la comunità a Manfalut - Alto Egitto nell'azienda agricola di un ricco cristiano. Quando neppure questa soluzione apparve adatta ai bisogni della comunità si ebbe un successivo trasferimento al Cairo, il 14/6/1884. (Ballin pp. 597-604) 3. Le Fondazioni di mons. Sogaro (cf. Ballin pp. 604-623) Durante il suo incarico Mons. Sogaro fondò alcune comunità: a. Suakin (1885): P. Hanriot e P. Speeke furono inviati sulla costa Sudanese del mar Rosso in assistenza ad una piccolo comunità composta da poche centinaia di Cattolici residenti e di rifugiati dalla Mahdia. Li venne stabilita una piccola scuola. b. San Giuseppe / Leone XIII Colonia Agricola in Zamalek (1888). La comunità venne aperta con il fine di ospitare e dare lavoro ai rifugiati Sudanesi. Il numero dei residenti fluttuò tra i 100 e 200 con rispettive famiglie. Alla fine della Mahdia, la colonia venne chiusa. Una parte dei rifugiati tornò alle abitazioni originarie ma alcuni rimasero e si insediarono al Cairo. (cf. BENETTI, I Neri) c. Helouan (1888): Durante il mese di Marzo 1887, Mons. Sogaro, da tempo malato, venne consigliato di recarsi ad un centro termale a sud del Cairo, Helouan. Su richiesta di una comunità cristiana locale di poter essere assistiti, Mons. Sogaro acconsentì, aprendo una comunità ed una scuola nel Maggio 1888. d. Massawa (1888): Su richiesta di papa Leone XIII, P. Bonomi divenne cappellano militare delle truppe italiane. e. Ospedale Austro-Ungarico (1888): Questa comunità venne aperta per dare assistenza spirituale ai malati ed al personale dell'ospedale. Questo impegno si estese solo per pochi anni. 4. Un nuovo periodo nella misisone dell'Africa Centrale Nel 14/5/1894, Mons. Sogaro venne eletto Arcivescovo, Segretario della Sacra Congregazione per le Indulgenze. Si trasferisce a Roma dove rimase fino al giorno della sua morte il 6/2/1912, a 72 anni d'età. (Agostoni p. 130) Col fine di proseguire lo sviluppo della missione in Africa Cantrale e l'Istituto fondato da Comboni, il Vicariato dell'Africa Centrale, in parte affidato ai Padri Bianchi, viene riaffidato con un perimetro piu esteso all'Istituto Comboniano. Questo incluse la città di Assuan ed al nuovo Vicario Apostolico Mons. Roveggio venne chiesto di stabilire ivi la sua residenza. (cf. Agostoni p. 139 e Ballin p. 647-649) 5. Il mandato di mons. Roveggio e la fondazione di Assuan Mons. Roveggio si trasferì ad Assuan il 5/1/1895 e venne nominato Vicario Apostolico il 15/2/1895. Dopo un'attenta ricerca, venne acquisito un sito e si diede immediato inizio alla costruzione di una casa per la comunità, una chiesa ed una scuola con una presenza iniziale di 100 pupilli prevalentemente dalle famiglie italiane dedite alla costruzione della diga. La casa di Shellal, destinata a venire sommessa dall'acqua del lago artificiale, venne lasciata. Appartenne ai Missionari fino al 1859. (Ballin pp. 653-654) Assuan rimase parte del Vicariato di Khartoum fino al 1950 e i resti di Mons. Comboni e Roveggio rimasero nella Chiesa fino al trasferimento dei resti a Verona nel 1957. Dopo la sconfitta delle truppe del Mahadi, la via per il Sudan venne riaperta. Mons. Roveggio lasciò Assuan nel 29/12/1899 e giunse a Khartoum il 4/1/1900. Nel 1901 la missione di Lul, tra gli Shilluk, venne aperta. Nel ritorno dal Sudan, a causa della asprezze del viaggio, Mons. Roveggio si ammalò e si spense a Berber il 2/5/1902. Mons. Geyer prese il suo posto come Vicario Apostolico. È sorprendente constatare come nel mezzo di tutte le difficoltà, sia per la Missione dell'Africa Centrale come dell'Istituto Religioso, il gruppo di chi successe a Comboni rimase sempre fedele al suo piano originale, all'essenza della sua ispirazione missionaria. (cf. Agostoni pp. 131-135) 6. Al servizio della missione dell'Africa Centrale Con la fine della Mahdia, I Missionari Comboniani in Egitto si dedicarono a sostenere lo sviluppo delle nuove missioni che venivano gradualmente aperte in Sudan ed in Uganda. Egitto continuò a rimanere la porta per l'Africa. Una volta che il Vicario Apostolico dell'Africa Centrale fù nelle condizioni di tornare a Khartoum, Assuan cedette la sede del Vicariato. La chiesa di Cordi Jesu venne demolita nel 1930 e sostituita da un nuovo santuario, più capiente ed adornato da pitture e marmi italiani. La scuola della Santa Famiglia di Helouan venne estesa e si affermò come un'istituzione educativa molto nota nei sui dintorni. Nel 1939 una nuova chiesa venne inaugurate a Zamalek, dedicata a San Giuseppe. Nel 1952 divenne parrocchia. 7. Egitto, delegazione comboniana (1946) Dal 31/7/1946, l'Egitto è una circoscrizione per i Missionari Comboniani con sede alla chiesa di Cordi Jesu. I seguenti sono i nomi dei Superiori che hanno guidato la delegazione in Egitto dal 1946 fino al presente: 1946-1947 P. Zanini 1947-1950 P. Bombieri 1950-1953 P. Andriollo Giacomo 1953-1959 P. Zambonardi Giuseppe 1959-1969 P. Capovilla Agostino 1969-1972 P. Minoli Giovanni 1972-1975 P. Rodorigo Angelo 1975-1979 P. Calvia Salvatore 1980-1981 P. Rossi Ezio 1981-1989 P. Ballin Camillo 1990-1995 P. Calvia Salvatore 1996-2001 P. Picotti Giuseppe-Zeno 2002-2007 P. Lurati Claudio 2008- P. Spadavecchia Cosimo 8. Sviluppi più recenti: Sakakini e Dar Comboni I Missionari Comboniani si sono insediati nella chiesa del Sacro Cuore (Sakakini) nel 1983 e hanno aperto un centro universitario per studenti Sudanesi al Cairo. Col deterioramento della situazione politica in Sudan e l'afflusso massiccio di rifugiati al Cairo durante gli anni '90, la Chiesa del Sacro Cuore ha assunto un impegno pastorale di primo grado nei loro confronti. Nel 1994, per offrire alla Chiesa un'assistenza nella preparazione degli agenti missionari nel mondo islamico, i Missionari Comboniani hanno aperto Dar Comboni un centro di studi arabi in Zamalek. Bibliografia Bibliografia Generale AGOSTONI T., The Comboni Missionaries. An outline History 1867-1997, Rome 2003. BENETTI A., Comboni e i Comboniani in Egitto, Cairo 2004. BENETTI A., Comboniani in Egitto. Da Comboni a oggi, Heluan 1992. BENETTI A., Comboniani in Egitto. Missionari Defunti, Assuan 1999. BENETTI A., Testi e Fonti per la Storia Comboniana in Egitto, Verona 2002, 12 voll. LUCIANI S. e TADDIA I. ed., Fonti comboniane per la storia dell'Africa nord-orientale, Bologna, 1986, 2 voll. PAGANINI S., Il movimento mahdista e p. Joseph Ohrwalder, Roma 2001, Bibliotheca Comboniana 11FS. PESAVENTO M. C., SPINIELLI D., Pie Madri della Pigrizia in Egitto. 1877-1997, Cairo 1997. Dalla morte del Comboni fino a quella di Roveggio (1881-1901) ASHER M., Khartoum. The ultimate imperial adventure, London 2006, Penguin Books. BALLIN C., Il Cristo e il Mahdi, Bologna 2001, EMI. CRUCIANI G., Comboniani in Alto Egitto. GILLI A., History of the Comboni Missionary Institute. From the death of the Founder to the transformation into a religious congregation (1881 - 1885), Studium Combonianum, Rome 1985. PEZZI E., L'Istituto Pie Madri della Nigrizia 1881-1901, Bologna 1987, EMI. PEZZI E., Tutti sapevano che ero stata suora (Vita di Teresa Grigolini), Bologna 1996, EMI. PEZZI E., Un amore che va lontano (Srs. Andreis e Pesavento), Roma, 1984 PEZZI E., Una strada che si chiama silenzio (Vita di Sr. Giuseppina Scandola), Bologna 1978, EMI. Fino alla Seconda Guerra Mondiale (1902-1948) BENETTI A., I beni di Cairo, Cairo 2004 BENETTI A., I neri della Ghezirah (Zamalek). BENETTI A., Separazione dei Comboniani: nata in Egitto?, Cairo, pp. 9 BERTOLOTTI A. 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