S. Atanasio Vescovo e Dottore della Chiesa (295-373) Patrono dei Missionari Comboniani in Egitto Nell'assemblea del 2007 I Missionari Comboniani in Egitto hanno scelto S. Atanasio come patrono. Presentiamo questo straordinario Maestro della Chiesa antica e le ragioni per le quali e' stato scelto. 1. Cenni biografici Nella Udienza Generale del 20 di giugno del 2007, il Papa Benedetto ha parlato su S. Atanasio: "Nato probabilmente ad Alessandria, in Egitto, verso l'anno 300, Atanasio ricevette una buona educazione prima di divenire diacono e segretario del Vescovo della metropoli egiziana d'Alessandria. Stretto collaboratore del suo Vescovo, il giovane ecclesiastico prese parte con lui al Concilio di Nicea, il primo a carattere ecumenico, convocato dall'imperatore Costantino nel maggio del 325 per assicurare l'unità della Chiesa. I Padri di Nicea poterono così affrontare varie questioni, e principalmente il grave problema originato qualche anno prima dalla predicazione del presbitero alessandrino Ario. Questi, con la sua teoria, minacciava l'autentica fede in Cristo, dichiarando che il logos non era vero Dio, ma un Dio creato, un essere "medio" tra Dio e l'uomo. Così il vero Dio rimaneva sempre inaccessibile a noi. I Vescovi riuniti a Nicea risposero mettendo a punto e fissando il "Simbolo di fede" che, completato più tardi dal primo Concilio di Costantinopoli, è rimasto nella tradizione delle diverse confessioni cristiane e nella liturgia come il Credo niceno-costantinopolitano. In questo testo fondamentale - che esprime la fede della Chiesa indivisa, e che recitiamo anche oggi ogni domenica nella celebrazione eucaristica - figura il termine greco homooúsios, in latino consubstantialis: esso vuole indicare che il Figlio, il logos, è "della stessa sostanza" del Padre, è Dio da Dio, è la sua sostanza, e così viene messa in luce la piena divinità del Figlio, che era negata dagli ariani. Morto il Vescovo Alessandro, Atanasio divenne, nel 328, suo successore come Vescovo di Alessandria, e subito si dimostrò deciso a respingere ogni compromesso nei confronti delle teorie ariane condannate dal Concilio niceno. La sua intransigenza, tenace e a volte molto dura, anche se necessaria, contro quanti si erano opposti alla sua elezione episcopale e soprattutto contro gli avversari del Simbolo niceno, gli attirò l'implacabile ostilità degli ariani e dei filoariani. Nonostante l'inequivocabile esito del Concilio, che aveva con chiarezza affermato che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, poco dopo queste idee sbagliate tornarono a prevalere - in questa situazione persino Ario fu riabilitato, e vennero sostenute per motivi politici dallo stesso imperatore Costantino e poi da suo figlio Costanzo II. Egli, peraltro, che non si interessava tanto della verità teologica quanto dell'unità dell'Impero e dei suoi problemi politici, voleva politicizzare la fede, rendendola più accessibile - secondo il suo parere - a tutti i suoi sudditi nell'Impero. La crisi ariana, che si credeva risolta a Nicea, continuò così per decenni, con vicende difficili e divisioni dolorose nella Chiesa. E per ben cinque volte - durante un trentennio, tra il 336 e il 366 - Atanasio fu costretto ad abbandonare la sua città, passando diciassette anni in esilio e soffrendo per la fede. Ma durante le sue forzate assenze da Alessandria, il Vescovo ebbe modo di sostenere e diffondere in Occidente, prima a Treviri e poi a Roma, la fede nicena e anche gli ideali del monachesimo, abbracciati in Egitto dal grande eremita Antonio con una scelta di vita alla quale Atanasio fu sempre vicino. San Antonio, con la sua forza spirituale, era la persona più importante nel sostenere la fede di San Atanasio. Reinsediato definitivamente nella sua sede, il Vescovo di Alessandria poté dedicarsi alla pacificazione religiosa e alla riorganizzazione delle comunità cristiane. Morì il 2 maggio del 373, giorno in cui celebriamo la sua memoria liturgica". 2. Ragioni per la scelta di San Atanasio come patrono Egiziano: S. Atanasio è uno dei maggiori rappresentanti del grande patrimonio storico e teologico della Chiesa Alessandrina ed Egiziana. Essa è l'unica sopravvissuta nell'Africa Settentrionale all'invasione araba. Oltre alle opere teologiche di S. Atanasio e alle sue lotte in favore dell'ortodossia e per l'unità della Chiesa, si ricorda la sua amicizia con S. Antonio Abate. Missionario: come Patriarca di Alessandria, S. Atanasio fu al centro del primo grande movimento missionario post-biblico verso l'Africa sub-sahariana e precisamente verso l'Etiopia. Per sua mano ebbe luogo la consacrazione di S. Frumenzio a vescovo di Aksum per la Chiesa etiope, in data da collocarsi intorno all'anno 350. Ponte tra le Chiese: nel corso dei suoi due primi esili in Europa, S. Atanasio ha potuto essere "ponte" tra le due grandi tradizioni cristiane. Descrivendo la storia della vita religiosa lo storico J. Lortz afferma che "in Occidente, il primo annuncio del nuovo genere di vita fu portato da Sant'Atanasio, durante il suo esilio a Roma e a Treviri." (LORTZ J., Storia della Chiesa, Torino, p. 228) L'esistenza di rapporti con alcune Diocesi del Veneto e un suo soggiorno in tali diocesi sono confermati da S. Atanasio stesso nell'Apologia che indirizza all'Imperatore Costanzo, dove "dichiara che durante il suo viaggio in Occidente... non si è mai presentato da solo all'Imperatore Costante, ma sempre accompagnato dal vescovo della città in cui trovava e si appella alle testimonianze di Fortunato d'Aquileia, Crispino di Padova, Lucillo di Verona e Vincenzo di Capua." (Leclercq H., Dictionaire d'Archeologie Chrétienne et Liturgie, 1935, p. 237) Meno certa, ma molto probabile, l'amicizia tra S. Atanasio e S. Zeno, che nel 362 venne consacrato Vescovo di Verona. Esiliato e perseguitato: S. Atanasio è stato protagonista suo malgrado di cinque esili. Ha pagato a duro prezzo l'impegno per la salvaguardia dell'integrità della fede e per la riforma della Chiesa. Ha così condiviso l'esperienza dell'oppresso e del rifugiato, di colui che è perseguitato ingiustamente senza mai ricorrere all'odio o alla violenza.